Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Hai negato l'utilizzo di cookie. Questa decisione può essere revocata.
Hai accettato l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere revocata.

Caprarica

In merito all'origine del Casale e del toponimo è giusto ricordare che, secondo una vecchia tradizione, in origine esisteva un ovile di capre le quali davano molto latte.

Giacomo Arditi scrive: "E' vecchia tradizione che quivi in origine esisteva un ovile di capre, le quali per l'aria e i prati confacenti davano molto latte. Da ciò una certa agiatezza dei caprari; e perché il benessere invita all'essere e lo moltiplica ei vennero di passo in passo aumentandosi fino a formare un paesello, che dalla natura dell'industria chiamarono Caprarica (capra-ricca), seguito poi dall'aggiunto del Capo per distinguerlo da un altro villaggio di simil nome esistente in Circondario di Lecce".

Il casale di Caprarica sorse probabilmente intorno al XII secolo, seguendo per un certo periodo le vicende della contea di Alessano, dove erano feudatari i Della Ratta. Successivamente, la città di Alessano, con tutti i suoi casali e feudi, passò ai Del Balzo; in seguito alla famiglia di Ferrante di Capua e poi a Ferrante di Gonzaga. Andrea Gonzaga, nel 1585, la donò al nipote Ferrante II; poi fu di Luzio Mellacqua, di Pompeo Ventura, di nuovo dei Mellacqua, dei Raho di Lecce e dei Vernaleone. Il Principe di Tricase, Stefano Gallone, comprò il feudo di Caprarica nel 1736 da Giuseppe Vernaleone che da questa data rimase di proprietà della famiglia Gallone.

Oggi Caprarica è un borgo ormai conurbato a Tricase, è a 106 metri di altezza sul mare. E' situato a Sud-Est di Lecce da cui dista circa 55 km.

Da visitare

Piazza e Castello

Veduta esterna castello

Il Castello di Caprarica del Capo fu edificato nel 1524 dall'architetto tricasino Antonio Renna. Ha una forma rettangolare, 4 torri cilindriche agli angoli, un piombatoio sulla porta d'ingresso; anticamente intorno si estendeva un fossato sormontato da un ponte levatoio. Nel Castello c'erano molte stanze, pozzi, granai, alcune botole dove mettevano i prigionieri e li lasciavano morire e infine una prigione. C'era pure una chiesetta dedicata a S. Cristoforo, oggi completamente distrutta. Al centro della piazza vi è una colonna con sopra la statua di S. Andrea Apostolo, protettore del rione posta di fronte alla Chiesa Matrice.

Sul lato sinistro della Chiesa vi sono due lapidi: la prima voluta dai Capraricesi per ricordare i propri morti caduti sul lavoro negli ultimi decenni; la seconda voluta da Don Eugenio Licchetta, Parroco del luogo, quale ricordo duraturo dell'amore di Padre David Maria Turoldo per Tricase. Sulla lapide marmorea è trascritta una poesia di Turoldo dedicata a Tricase e al Salento.

 

Collinetta e Santuario della Madonna di Fatima

Santuario di Fatima

Degna di nota è la collinetta dedicata alla Madonna di Fatima. La chiesetta che vi sorge venne elevata a Santuario nel 1957 in occasione del quarantesimo anniversario delle apparizioni della Madonna di Fatima.

Sempre sulla collinetta, vicino al santuario, vi è un'antica necropoli e dalla parte opposta un boschetto che si adagia sul costone arricchendo il paesaggio, che da questo punto di osservazione è particolarmente sugestivo, spaziando dal centro abitato fino al mare Adriatico.

 

Mappa

Torna a inizio pagina