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Tutino

Il nome Tutino ha origine dall'osco "touto" che significa borgata, città o dal latino "toti in unum" (tutti per uno). Lo stemma civico posto sotto l'altare maggiore della Chiesa Parrocchiale raffigura una mano che stringe un grappolo d'uva.

Il territorio di Tutino, ricco di acqua sorgiva poco profonda, è stato abitato sin dall'antichità. Lo testimoniano i numerosi reperti di epoca romana rinvenuti intorno all'attuale nicchia della Madonna di Leuca. Altre tracce dell'antichità di Tutino sono sull'altura dove è sistuata la Cappella della Madonna della Pietà. Scavate nella roccia sono visibili delle tombe di epoca medievale. Le prime notizie storiche del Casale di Tutino risalgo al 1275 quando re Carlo D'Angiò confermò a Guglielmo Pisanello, appartenente ad un'antica e nobile famiglia di origine normanna, tutti i feudi posseduti dal padre.

Nel 1480 Tutino era compreso nella Contea di Alessano. Dopo alterne vicende il feudo, nel 1573, giunse nelle mani di Luigi Trane, dono di Andrea Gonzaga. I Trane costruirono e ampliarono il castello, ma non ebbero qui lunga dimora. Nel 1653 Luigi Trane vendette il feudo a Stefano Gallone, principe di Tricase. Il neo-principato di Tricase comprendeva inoltre: Salve, Andrano, Supersano con il Bosco del Belvedere, Nociglia, Caprarica, Depressa, Torricella e altri feudi disabitati. I Gallone conservarono il titolo di baroni di Tutino sino all'abolizione della feudalità (1806).

Da visitare

Castello Baronale dei Trane

castello tutino

Il castello di Tutino fu costruito verso la fine del '500 e all'origine il fosasto antistante circondava il nucleo centrale. La cinta muraria ed il fossato sono perciò più antichi del castello; la cinta muraria è alta dai 6 ai 7 metri ed è spessa un metro e mezzo circa. Era rafforzata da ben nove torri di cui ne rimangono, attualmente, solo cinque. Il castello, prospiciente la piazza omonima, venne edificato nel 1580 da Don Luigi Trane, come recita l'epigrafe posta sulla facciata. Sopra il portne d'ingresso è ancora possibile vedere lo stemma dei Trane. Il materiale utilizzato è il carparo giallastro, le finestre sono in pietra leccese e su quelle più antiche sono incise delle massime ancora perfettamente leggibili. La parte meglio conservata del castello è quella posteriore rivolta ad est.

 

Chiese e cappelle religiose

Vista laterale Chiesa della Madonna delle Grazie

A pochi metri dal castello c'è la Chiesa Parrocchiale della Madonna delle Grazie, (foto) la cui festa si celebra la prima domenica dopo Pasqua. Essa è di pianta a croce latina ed ha due entrate: la porta "piccola" e la porta "grande", comunemente dette porta "dei masculi" e porta "de fimmene", ciascuna era infatti riservata all'ingresso Sull'architrave della porta principale è incisa un'iscrizione, così pure su quella secondaria, in quanto in passato la prima era riservato all'ingresso degli uomini, la seconda delle donne. Il soffitto è stato rifatto verso la fine del '600 mentre il campanile risale al 1833. Nell'interno della chiesa gli altari più interessanti sono quelli posti nelle due cappelle laterali. Dietro l'altare maggiore vi è ancora il coro dove si riunivano i sacerdoti del capitolo di Tutino per celebrare i primi e i secondi vespri.

 

Vi è poi la Cappella di San Gaetano di Thiene o della Congrega, protettore del rione insieme a Sant'Antonio da Padova. La cappella è costruita quasi interamente con pietre e bolo. Nel 1628 era dedicata a San Nicola, successivamente divenne sede della Confraternita della Santissima Immacolata . L'altare di San Gaetano è posto sulla destra entrando dall'ingresso principale e porta incisa la data del 1657.

Sulla strada che anticamente collegava Tutino con Miggiano, dopo alcune centinaia di metri dalle ultime case, si nota la Cappella extraurbana dedicata alla Madonna della Pietà, costruita, come indica una iscrizione sul soffitto, nel 1670. Ogni anno nel pomeriggio del venerdì che precede la Settimana Santa si tiene una processione che parte dalla Chiesa Matrice.

La colonna di "Santu Linardu", situata nel largo omonimo è quanto resta di un antico menhir. Sino alla metà del secolo scorso era fuori dal centro abitato, circondata da giardini con fosse e grotte. In Prossimità della colonna vi era un'antica cappella dedicata a San Leonardo scomparsa verso la fine dell'800.

 

Approfondimenti

La leggenda

Si racconta che in prossimità della colonna di San Leonardo, luogo ritenuto dal popolo quasi magico, abitasse una "macara" (strega) colta sul fatto da un sacerdote mentre preparava uno dei suoi sortilegi e per questo scomunicata. Si dice che, fino a non molti decenni fa, chi aveva un cavallo o un asino col mal di pancia, si recava "sutta a culonna" e faceva fare all'animale alcuni giri intorno. I risultati dovevano essere incoraggianti visto che si smise solo quando non ci furono più cavalli da far girare...

 
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